<<Questa serata è dedicata all’amico Fabrizio De Andrè>>

QUARTU SANT’ELENA. <<Questo concerto, stasera l’ho voluto dedicare ad un amico che non c’è più , e  che amava tantissimo la Sardegna: Fabrizio De Andrè. Inoltre dedico la serata a Gianni Usai e a tutti i pescatori del Sinis>>. Un ricordo in punta di piedi, quello dello scrittore Stefano Benni. Rivolto ad un amico speciale. E all’isola, culla di affetti profondi, assiduamente frequentata da tanti anni. Un ricordo appena accennato, quasi timido. Come del resto è lo scrittore bolognese. Statura imponente e carattere schivo. Sullo spettacolo intitolato <<Sconcerto>> tratto dal libro <<Blues in sedici. Ballata della città dolente>>, solo una battuta, velocissima, acchiappata al volo da qualche autografo da firmare, qualche amico da salutare, e parecchia stanchezza sulle spalle. <<Lavorare in questo progetto con Paolo Damiani e Paolo Fresu è stata un’esperienza splendida>>. Chi parla volentieri è invece il contrabbassista e violoncellista Paolo Damiani, autore delle musiche, e il trombettista berchiddese. <<Dopo aver letto il libro – dice Damiani – ho fatto sentire a Stefano alcuni temi, e poi gli abbiamo selezionati. Musicalmente c’è un po’ di tutto: jazz, canzone, improvvisazione libera, blues. L’aspetto delicato è quello di non sovrastare la parola, per consentire a Stefano Benni di giocare sulle dinamiche>>.

  • Quanto tempo ha impegnato per comporre i temi? <<In realtà, alcuni esistevano già da prima. Anche se la maggior parte del materiale, è stato composto appositamente per lo spettacolo. In esso ci sono alcune composizioni ricorrenti come <<Tema d’amore>> che è un po’ in leit motiv del recital>>.
  • Quando è nato il progetto? <<Lo scorso anno al Festival di Roccella Ionica, dove è stato presentato in quintetto come produzione artigianale. Di quella registrazione, tra pochi giorni uscirà in edicola il disco intitolato <<Sconcerto>> per la collana de il <<Manifesto>>. È un progetto che stiamo proponendo anche in quartetto. Ultimamente però, suoniamo molto in duo. Utilizzando una formazione con diversi elementi, ci siamo infatti accorti che rispetto alla parola c’era troppo suono. La formula del duo consente di trovare maggiore equilibrio. Riguardo il concerto di stasera, era la prima volta che veniva proposto con Paolo Fresu>>. <<Conoscevo Stefano Benni – dice il trombettista – solo attraverso i suoi libri. Di persona, ci siamo incontrati la sera prima del concerto. Ormai è da diverso tempo che lavoro con la poesia. La settimana scorsa ero a Bologna per accompagnare Marcello Fois. Il 21 ottobre affiancherò ancora lo scrittore Massimo Carlotto. Adesso c’è questa nuova situazione con Benni>>.
  • Dove non sono mancati gli abituali flirt con l’elettronica. <<Avevo deciso che nella prima parte non avrei utilizzato l’elettronica, ma durante le prove, a Stefano è piaciuta, quindi, l’abbiamo inserita sin dall’inizio>>.

LA NUOVA Sardegna (venerdì 18 giungo 1999)                                                                      


0 Comments

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *