Tutti i colori e i suoni dell’Isla Grande

QUARTU.Il calore della musica caraibica in terra sarda. Ha trovato terreno fertile la storica formazione dei Los Van Van nella loro unica esibizione nell’isola. Erano oltre mille le persone presenti nell’anfiteatro S’Arena sul lungomare per lo spettacolo allestito in tandem dalle associazioni Teatro Palazzo d’Inverno e Marcomix. Trentasei anni trascorsi sui palchi di tutto il mondo per la band capitanata dal maestro Juan Formell.
L’arena di fronte al Poetto che diventa, per una notte dance hall sotto le stelle. Il sound su cui danzare non sono le calde note estratte da un freddo lettore cd ma suonate dal vivo dalla trascinante e solare carica dell’orchestra cubana più famosa. I Los Van Van hanno inscenato uno spettacolo con la musica che fa da padrona. Una formazione pirotecnica composta da quattordici musicisti d’alta classe.
Un concerto in bilico tra salsa, charanga, son, danzon, timba e merengue con la costante presenta del songo di cui Forwell può a pieno titolo definirsi l’inventore. Ritmo nato nei primi anni Settanta in cui vengono introdotti gli strumenti elettrici (basso, chitarra e violini) in perfetta sintonia con quelli acustici. Con queste sonorità l’orchestra ha tenuto banco per oltre due ore e mezzo. Impeccabile nell’esecuzione, infallibile nella sintonia tra i singoli musicisti, nei lunghi intermezzi dedicati all’improvvisazione. Unici nei l’impianto audio, che poteva essere migliorato, e le luci da discoteca poco consone. Occasione unica, comunque, per la presentazione del nuovo disco, Chapeando, pubblicato lo scorso anno (ma in Italia è arrivato solo pochi mesi fa) dopo un lungo periodo di pausa forzata per via dell’embargo imposto dagli Stati Uniti a Cuba. Che ha incastrato la band del contrabbassista Juan Formell in una morsa burocratica quando si trovava sotto contratto con una etichetta nord americana. Proprio all’ultimo album lo show ha dedicato particolare attenzione senza tralasciare i brani che hanno decretato il successo dell’orchestra di Santiago De Cuba, dal Sessantanove, data della prima formazione storica, a oggi rinnovata con diversi musicisti della nuova generazione, come il giovane talento del violino elettrico Irving Frontela. Dai pezzi storici come Agua, Despues de todos, Ven Ven Ven o Anda ven y quiéreme a nuove composizioni come Desdue de todos o Tim pop con birdland. Fino ad alcuni composti da Roberto Rodriguez: La Buene e El bembe.
Certo, spesso si sente la mancanza del pianista Cesar Pupy Pedroso, che ha abbandonato il gruppo. Ma solo sul palco. Perché rimane comunque un muro portante nella direzione e nella composizione dei brani. «I testi delle canzoni dei Los Van Van rispecchiano la vita di tutti i giorni dei cubani – spiega il cantante e compositore Mario Rivera – Siamo un popolo povero, ma che sa affrontare i problemi con serenità e allegria, e la nostra musica nasce dalla gioia del nostro popolo: contribuisce a mantenere alto il morale».

Andrea Musio


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