La Nuova Sardegna 14 giugno 1999

Le note languide del tango argentino Per «Q-Art» il concerto di Daniele Di Bonaventura, virtuoso del bandoneon
QUARTU. Tributo ad Astor Piazzolla, ma soprattutto, un atto d’amore verso il bandoneòn, privilegiato interprete del tango. Il bandoneòn, strumento dalla trimbrica profonda e sensuale, inventato in Germania nei primi del ‘900, da anni, accompagna Daniele Di Bonaventura lungo un avventuroso cammino. Un percorso che, ha portato il trentatreenne musicista di Fermo, ad incidere due album da leader (l’ultimo si intitola «Solo Bandoneòn») firmarne uno in veste di compositore, partecipare in altri come accompagnatore. Educato in Conservatorio, dove si è diplomato in composizione, Di Bonaventura è un’emozionante presenza tra i giovani musicisti italiani. Mercoledì notte, è stato ospite del Q/Art Festival organizzato da Palazzo d’Inverno. Nella suggestiva e raccolta cornice di Casa Olla, in via Eligio Porcu, il bandoneonista regala un applaudito set di grande poesia e comunicativa, rimandando ad una musica languida e passionale. Il repertorio, presenta composizioni per bandoneòn quasi tutte di Piazzolla, scritte durante il periodo di permanenza in Francia: «In generale _ dice Di Bonaventura al termine del concerto _ non esiste una specifica letteratura di brani per solo bandoneòn. Ho raccolto parecchio materiale, facendo un lavoro di accorpamento e trascrizione». Il concerto inizia sulle note di «Los Suenos» un pezzo pervaso di soave melanconia composto dal maestro argentino (poco amato nella sua terra, che lo ha sempre accusato di aver reso «blasfemo» il tango mischiandolo col jazz e la musica classica). Di lì a poco, ecco arrivare un’intensa «Tristezza Speracion» e le atmosfere della struggente «Regreso al Amor». Ma la serata offre pure alcune composizioni firmate Di Bonaventura, come l’arabeggiante «Oasi» oppure «La caccia» con i suoi accesi colori. Prima di ritornare su Piazzolla, del quale il giovane bandoneonista propone «Jean e Paul», l’ironica «El Penultimo» (quasi un verso al celebre film «Ultimo tango a Parigi» che originariamente doveva essere musicato proprio dal compositore argentino) e poi, una sognante «Prelude to the Cyclical Night». Nel finale arrivano due bis. Uno è «Mi Buenos Aires querido», omaggio al più grande cantante di tango, il francese Carlos Gardel. La serata si era aperta con «Blues Blues, lacrime profonde di un malinconico cormorano pazzo» interessante reading teatrale proposto dallo scrittore Alberto Lecca, accompagnato per l’occasione dalla chitarra di Marco Rocca e dalla voce di Roberto Belli. Il Q/Art Festival, prosegue oggi e domani con lo spettacolo di danza «Soluzioni di passaggio» nel Cantiere comunale di via Dante, ore 21,30. In scena Paolo Corda, Rita Spadola, apprezzato nome in campo nazionale, e Tiziana Troja.

Carlo Argiolas